Benchmarking: eccellere attraverso il confronto. (articolo di Federico Lenzi)

 

Tutti sappiamo che possiamo migliorare qualcosa solo quando ci rendiamo conto che … non è ancora al livello cui dovrebbe essere.    I più famosi esperti di consulenza aziendale ce lo confermano.

Ma se parliamo della nostra attività, come possiamo renderci conto di quale sia realmente il “livello al quale dovremmo essere” ?

Come possiamo misurare il livello attuale ?

Come possiamo conoscere quale sia concretamente il “livello” al quale possiamo arrivare ?

E soprattutto, infine, quali prassi dovremmo adottare per innalzare il nostro attuale livello ?

 

Il BENCHMARKING  ci aiuta a trovare le risposte a queste importanti domande.

 

Cosa significa innanzitutto benchmarking ?

La parola deriva dal termine “benchmark” che può essere tradotto come “parametro di riferimento”.

Dunque il benchmarking è un modo per individuare i processi messi in atto dalle persone e dalle aziende migliori in ogni campo e per adattarli alla nostra realtà.

Chi è stato il primo uomo a fare benchmarking ?   Probabilmente il secondo essere umano che riuscì ad accendere un fuoco; egli osservò attentamente lo scopritore del fuoco e si impadronì della sua tecnica.   All’inizio del secolo alcuni generali dell’esercito tedesco si misero ad osservare un circo americano, che si esibiva sotto grandi tendoni, ingombranti e difficili da montare e smontare.   Naturalmente anche allora i circhi si spostavano da una città all’altra e a volte riuscivano a traslocare nel giro di poche ore.   Gli addetti smontavano in quattro e quattr’otto le attrezzature, le mettevano su un treno e le portavano da un’altra parte.   Disfare un circo viaggiante è molto complicato: bisogna nutrire e spostare persone e animali; occorre imballare e impacchettare a dovere le cose.   C’erano delle carrozze ferroviarie appositamente attrezzate e il personale dei circhi ci sapeva indubbiamente fare.    I generali tedeschi avevano lo stesso problema.   Avevano personale di tutti i generi.   E avevano anche cavalli, munizioni, vettovaglie; impararono molto sull’arte dell’attendamento studiando le soluzioni adottate in un settore totalmente estraneo a quello militare.

E nel mondo aziendale ?   Nel mondo aziendale l’anno di nascita del benchmarking è il 1979.  

 

XEROX : un caso emblematico.

Nel 1979 Canon mise sul mercato una fotocopiatrice di medie dimensioni ad un prezzo inferiore al costo di produzione Xerox (per modello equivalente).  La Xerox ipotizzò che Canon avesse deciso di vendere in perdita pur di conquistare quote di mercato, ma i suoi tecnici dimostrarono che la società giapponese poteva vendere a quei prezzi senza rimetterci, perché era più efficiente.  Xerox impiegò più di un anno prima di assumere una nuova linea strategica.   Tra il 1980 e il 1985, Xerox diede il via al primo processo di benchmarking strutturato ed acquisì così le tecniche che le consentirono di dimezzare i costi di produzione e di ridurre di oltre il 60% i costi logistici.   Ecco alcuni dei partner individuati da Xerox per il progetto di benchmarking: American Express per la fatturazione e la riscossione dei crediti, Ford per il layout di fabbrica, General Electric per la robotica, L.L.Bean per le operazioni di magazzino, Mary Kay Cosmetics per l’efficienza logistica e distributiva.  Dal 1985 la quota Xerox nel mercato americano delle fotocopiatrici è cresciuta dell’80%.     L’entità del benchmarking attuato dalla Xerox è aumentata enormemente a partire dal 1984, quando l’azienda si confrontava solo su 14 elementi.   Attualmente la società fa benchmarking su oltre 240 indicatori e per ciascuno di essi il target di riferimento è il livello di performance conseguito dai leader mondiali, a qualunque settore appartengano.

 

Oggi più del 70% delle imprese leader pratica regolarmente il benchmarking e quasi tutte prevedono di aumentare gli investimenti in questa metodologia nei prossimi cinque anni.

Southwest Airlines ha sottoposto a benchmarking il processo di rifornimento e servizi a terra nei dock; ha analizzato il modello d’intervento ai box delle scuderie di auto da corsa ed ha ottenuto un miglioramento dell’efficienza e riduzione dei tempi d’intervento.   Motorola ha sottoposto a benchmarking quello che era l’intervallo di tempo tra la ricezione dell’ordine e la fornitura della merce; ha studiato la procedura ordini e consegne adottata dalla Domino Pizza ed ha ottenuto una sensibile riduzione del ciclo dell’ordine.   Convex Computers ha sottoposto a benchmarking i processi di manutenzione ordinaria e riparazione dei guasti andando ad osservare le procedure Disney riguardo alla manutenzione ordinaria dei parchi divertimento e lasciando una maggiore autonomia decisionale agli operai; risultato: riduzione dell’80% dei guasti ai circuiti elettrici, con risparmi per milioni di dollari.

 

E allora, PERCHE’ FARE BENCHMARKING ?

Perché “esiste il concreto e fondato rischio di morire delle proprie certezze” (R.Camp); del resto “non siete obbligati a farlo, sopravvivere non è un dovere” (W.Edward Deming).

Fare benchmarking in azienda porta sicuramente almeno i seguenti vantaggi :

1)      Darsi un sistema di misurazione. Capire su quali aspetti confrontarsi spinge a misurare i propri processi.

2)      Concentrarsi su miglioramenti sostanziali anziché incrementali.

3)      Identificare obiettivi concreti e raggiungibili.

                  

Si parla molto di reengineering nelle aziende.   Gli esperti rilevano che il reengineering non accompagnato dal benchmarking produce miglioramenti molto modesti, nell’ordine del 5-10%, molto lontani dagli incrementi di performance del 50-75% che si registrano frequentemente nei processi di ridisegno radicale supportati dal benchmarking.

 

Esistono 6 tipologie di benchmarking :

1)      Benchmarking interno (si fa all’interno della stessa azienda, tra varie sedi, filiali, risorse)

2)      Benchmarking collaborativo (si fa all’interno di un gruppo di aziende disposte a collaborare)

3)      Benchmarking competitivo (si fa con un concorrente diretto e con il suo accordo)

4)      Benchmarking ombra (si fa con un concorrente diretto a sua insaputa)

5)      Benchmarking funzionale (si fa con aziende che utilizzano processi simili in settori diversi)

6)      Benchmarking della migliore pratica a livello mondiale (come sopra a livello mondiale)

Lo Studio Lenzi realizza progetti strutturati di benchmarking su richiesta.

Lo Studio Lenzi realizza periodicamente progetti di benchmarking dedicati alle Agenzie Immobiliari.

Per maggiori informazioni contattateci.

 

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